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SERS!
Tutto è iniziato come uno scherzo tra amici a pranzo. “Volete iniziare il pasto con un Blanc de Blanc?”, chiese il cameriere mentre si sedevano. “No, vogliamo un Blanc de Sers!”, rispose il contadino ridendo.
I due uomini vivevano a Serso, un piccolo borgo di meno di 500 persone incastonato ai piedi delle montagne del Lagorai, in Trentino, un luogo che il tempo ha dimenticato e dove l’indipendenza è un tesoro. I vigneti terrazzati si aggrappano alle ripide colline che salgono verso le cime delle montagne in un anfiteatro naturale che circonda il centro del paese e alcune famiglie si prendono ancora cura di queste meraviglie. Da questo scherzo innocente, si è sviluppata una storia che trascende la semplice produzione di vino e che intreccia i fili della resistenza, della biodiversità, della cooperazione e della ricerca di libertà e di indipendenza.
INDIPENDENZA!
Perché non creare davvero il Blanc de Sers? La riflessione proseguì dopo il pranzo e si estese agli altri proprietari di vigneti del borgo. Il gruppo decise di sfidare le convenzioni. Erano determinati a coltivare un vigneto che riecheggiasse la ricca storia di resistenza della regione, un vigneto che abbracciasse la biodiversità e le tradizioni dimenticate. Il gruppo si costituì ne “I liberi produttori del Blanc de Sers” e la loro ricerca di fare qualcosa di diverso dalla norma continuò.


BIODIVERSITà!
I Liberi produttori del Blanc de Sers hanno scelto consapevolmente di resistere al fascino delle uve internazionali e convenzionali che le cantine più grosse e le cooperative stavano cercando. La decisione è stata un richiamo al patrimonio locale, coltivando le varietà storiche dimenticate che ancora abbelliscono alcuni dei vigneti più vecchi. I vitigni coltivati – Vernaza, Valderbara, Pavana, Grüner e Roter Veltliner e Nosiola – rappresentano una sfida alle monocolture e celebrano l’essenza e la storia del ricco patrimonio viticolo del Trentino. La missione del gruppo è quella di promuovere la biodiversità del gusto e combattere l’internazionalizzazione dei sapori.
Le loro uve sono sapori rustici e antichi che sono andati perduti quando l’industria vinicola italiana è passata dal consumo locale all’espansione dei confini regionali e nazionali.
RESISTENZA!
I vini di SERS! sono la celebrazione di sapori unici nati dal passato e un’ispirazione per il futuro. I viticoltori di Serso chiedono ai consumatori di unirsi a loro per sfidare lo status quo e forgiare il proprio percorso.
Con i vini di SERS! si sforzano di portare il gusto dell’indipendenza in ogni sorso e sperano di dimostrare che, in un mondo dominato dal conformismo, abbracciare le proprie radici e promuovere le tradizioni del passato possa portare a esperienze impareggiabili.


COOPERAZIONE!
Una volta uniti nel loro progetto agricolo i I liberi produttori del Blanc de Sers dovevano trovare qualcuno che acquistasse i frutti del loro lavoro e trasformasse le loro uve in vino. Gianpaolo Girardi, titolare di Proposta Vini e cultore dell’ampelografia trentina, li rese consapevoli del patrimonio culturale e varietale a loro disposizione e li aiutò nella ricerca di una cantina disposta a crederci. Si rivolsero alla Famiglia Simoni che aveva una piccola cantina con valori forti e una squadra giovane e di talento. Non ci volle molto perché Lorenzo Simoni capisse l’importanza di salvaguardare queste uve e accettasse la sfida di scoprire come trasformarle in vini moderni.
Dal 2002, la Famiglia Simoni e i Produttori Indipendenti di Serso lavorano insieme per trasformare i loro sogni in realtà. I Produttori si concentrano sulla cura delle vigne di Serso e la Famiglia Simoni sulla trasformazione delle loro uve in vino. Questa cooperazione testimonia la collaborazione che da tempo caratterizza l’economia di montagna della regione.
SCEGLI TU COSA BERE!
Un sorso curioso, un brindisi diverso, un’avventura nel bicchiere




